Parco Huascarán: guida alla gemma delle Ande peruviane

Parco Nazionale Huascarán: guida completa alla gemma delle Ande peruviane

Se esiste un luogo capace di esprimere fino in fondo l’anima andina del Perù, quello è il Parco Nazionale Huascarán.
Situato nel cuore della Cordillera Blanca, nell’area nord-occidentale del Paese, incanta con montagne che superano i 6.000 metri, enormi ghiacciai turchesi e lagune cristalline sparse tra altopiani e vallate.

Proprio qui s’innalza il Huascarán (6.768 m), la montagna tropicale più alta del mondo: un colosso di roccia e neve che domina i dintorni e cattura la vista di ogni viaggiatore che sogna sentieri in quota e paesaggi sconfinati. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, questo parco custodisce più di 600 ghiacciai, 300 lagune e un mosaico di flora e fauna che chiunque ami la montagna deve scoprire almeno una volta nella vita.

 Ti accompagnerò in questo post alla scoperta del Parco nazionale Huascarán.
Sono Roberto Furlani, esperto di Centro-Sud America e del Perù (per cui, come tour operator, ho creato più di 30 programmi di viaggio) e ho oltre 32 anni di attività professionale nel Turismo.  
Questo, in cui ti trovi, è il mio Blog ” Viaggio-CentroSudAmerica“, in cui racconto in più di 900 post le straordinarie  bellezze  del Perù e dell’America latina (alla fine di questo post potrai conoscere meglio chi sono 😊

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Parco Nazionale Huascarán

Il parco si estende per circa 340.000 ettari e comprende gran parte della Cordillera Blanca, la catena montuosa tropicale più alta del pianeta.
Siamo nella regione di Ancash, a breve distanza dalla cittadina di Huaraz, punto di appoggio ideale per chi vuole avventurarsi tra le cime innevate e i laghi di origine glaciale.
L’altitudine varia dai 2.500 metri dei fondovalle fino oltre i 6.700 metri delle vette più imponenti, conferendo al territorio una biodiversità impressionante: a quote basse resistono arbusti e polylepis (quei curiosi alberi andini dalla corteccia a scaglie), mentre salendo trovi prati d’alta quota, ghiacciai eterni e picchi vertiginosi.

Chi sceglie il Parco Nazionale Huascarán s’immerge in un universo popolato da maestose vicugne, aquile andine, orsi dagli occhiali e, con un pizzico di fortuna, qualche condor che volteggia nelle correnti ascensionali.
Per di più, tra queste montagne scorrono torrenti e fiumi che alimentano valli fertili, rendendo l’intera area vitale non solo per la natura ma anche per le comunità che da secoli vivono a contatto con questa grandezza.

Huascaran_Male Adventurer Looks at the Landscape of Peruvian Mountains in Cordillera Blanca

Cosa vedere nel Parco Nazionale Huascarán

Ogni angolo di questo parco rivela qualcosa di straordinario, ma ci sono luoghi che non puoi assolutamente perderti se desideri un assaggio completo di ciò che la Cordillera Blanca offre. Difficile elencarli tutti in modo esaustivo, eppure alcuni siti valgono la fatica di ogni singolo passo in salita.

Le lagune hanno un fascino irresistibile: la più famosa è la Laguna 69, uno specchio d’acqua color turchese incastonato tra pareti di roccia e ghiaccio, a circa 4.600 metri di altitudine.
La partenza del trekking si trova poco più su di Yuraccorral e richiede un buon allenamento, ma il premio è la vista su una conca circondata da cime altissime, fra cui il Pisco (5.752 m).
Spostandoti verso ovest, la Laguna Parón, nei pressi di Caraz, ti accoglie con un panorama ampio e disteso, punteggiato da vette iconiche come l’Artesonraju (si dice abbia ispirato il celebre logo della Paramount). Qui puoi camminare lungo la riva o addentrarti in piccole escursioni panoramiche.

Il Trekking di Santa Cruz è un altro fiore all’occhiello del parco, un percorso di circa quattro giorni che attraversa vallate incorniciate da cime come l’Alpamayo (5.947 m) e il Taulliraju (5.830 m). È considerato di media-alta difficoltà, richiede un’adeguata acclimatazione e un buon spirito di avventura per affrontare i passi d’alta quota.
Se non hai parecchi giorni a disposizione, puoi optare per escursioni più brevi, come la giornata dedicata alla Quebrada Santa Cruz, uno scenario da cartolina con praterie andine, laghi glaciali e una varietà di flora alpina.

E non dimentichiamo la Cordillera Blanca in generale: chi ama l’alpinismo trova qui un vero paradiso, con decine di vette oltre i 5.500 metri, tra le quali il mistico Alpamayo, definito dagli scalatori “la montagna più bella del mondo” per la sua forma piramidale di ghiaccio.
Ogni area regala emozioni e panorami da sogno, a patto di dedicare il giusto tempo al corpo, lasciandogli modo di acclimatarsi.

Laguna nel Parco Huascaran

Attività nel Parco Nazionale Huascarán

Questo territorio non è solo per escursionisti incalliti: il bello del parco sta nella varietà di proposte che si adattano a tempi e abilità diverse.
Chi vuole scoprire la Cordillera Blanca in modo soft può optare per brevi passeggiate, come quella verso la Laguna Wilcacocha, dove in meno di due ore raggiungi un affaccio da cui ammiri l’intera catena montuosa.
Se invece hai un’anima più avventurosa, ti aspettano giorni di trekking in alta quota, scalate su ghiaccio, o esplorazioni di vie ferrate e canyon secondari.

Gli appassionati di fauna selvatica possono dedicarsi all’osservazione di animali come viscacce (simili a conigli dalle lunghe orecchie, ma più schive), volpi andine, aquile e falchi.
Le strade sterrate che attraversano la valle o collegano i paesini intorno a Huaraz sono perfette anche per un giro in mountain bike, soprattutto se cerchi strade panoramiche senza però spingerti troppo in quota.
E per chi volesse avvicinarsi all’alpinismo, non mancano corsi base o ascensioni con guida: dal Nevado Mateo (circa 5.150 m) al più impegnativo Vallunaraju (5.686 m). L’importante è sentirsi fisicamente in forma e, possibilmente, non sottovalutare l’altitudine.

Se preferisci qualcosa di più culturale, alcuni tour operator propongono visite guidate ai villaggi tradizionali di questa zona andina, dove entrare in contatto con famiglie contadine e magari assistere a riti religiosi sincretici o a feste patronali, sempre accompagnate da danze e bevande tipiche.

Salita al Huascaran

La salita al Huascarán: la montagna tropicale più alta del mondo

Se la Cordillera Blanca è un sogno per escursionisti e alpinisti, il Huascarán rappresenta il traguardo supremo: con i suoi 6.768 metri, è la vetta più alta di tutto il Parco Nazionale Huascarán (e dell’intero Perù).
Non si tratta di un’impresa da prendere alla leggera, perché la montagna è nota per i crepacci e l’aria rarefatta che richiede acclimatazione di altissimo livello. Di solito si parte da Yungay o Huaraz, dove ci si organizza con guide specializzate e permessi, e si impiegano circa 4-6 giorni per completare l’ascensione, a seconda del percorso scelto e delle condizioni climatiche.

I campi base (come il Campo 1 e Campo 2) si raggiungono con l’aiuto di portatori e muli, che trasportano l’attrezzatura necessaria per campeggiare. È fondamentale essere muniti di equipaggiamento da alta quota: scarponi in grado di gestire temperature estreme, ramponi di qualità, piccozza, imbracature e abbigliamento termico a strati, compresi guanti e protezioni per il viso.
Le temperature possono scendere ben sotto lo zero, soprattutto di notte e nelle prime ore del mattino, mentre il rischio di valanghe e seracchi è sempre da considerare. Per questo motivo, e anche per la gestione di eventuali cambi repentini del meteo, è raccomandato affidarsi a un tour operator o a una guida alpina certificata.

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Sul fronte dei costi, una spedizione standard (che include guida, portatori, cibo, trasporto e noleggio dell’equipaggiamento) può variare mediamente tra i € 700 e 1.200 a persona, a seconda della durata, dei servizi inclusi e del numero di componenti del gruppo.
È una cifra che riflette la difficoltà logistica e l’impegno necessario per allestire campi in zone di ghiaccio.
Chiunque desideri provare questa scalata deve ricordare l’importanza di un’adeguata preparazione fisica e un acclimatamento progressivo: alcune squadre trascorrono giorni a quote intermedie per ridurre i rischi legati al mal di montagna. In cambio, però, potrai vivere l’esperienza di trovarti sul tetto delle Ande, dove la naturadomina con la sua maestosa bellezza e i panorami ripagano di ogni sforzo.

Yungay-memoriale alla frana

Yungay e la tragedia del 1970: un passato drammatico tra le vette del Parco Huascarán

Molti viaggiatori si imbattono in Yungay mentre esplorano la Cordillera Blanca o sono diretti verso i sentieri di trekking del Parco Nazionale Huascarán, senza rendersi subito conto della storia dolorosa che questa piccola località porta con sé.
L’odierno centro abitato è in realtà il risultato di una ricostruzione successiva a un evento catastrofico che ha segnato per sempre la memoria degli abitanti: la frana del 31 maggio 1970.

Quella domenica, un violento terremoto fece staccare una sezione ghiacciata del Nevado Huascarán (6.768 metri), creando un’enorme valanga di neve, ghiaccio e roccia che precipitò a valle con una forza incontenibile.
L’effetto fu devastante: in pochi istanti, l’intera zona di Yungay vecchia fu completamente sepolta, e con essa quasi ventimila persone. Camminando oggi tra le vie del paese ricostruito, puoi quasi avvertire il silenzioso ricordo di quei momenti che cambiaron la vita di un’intera generazione.

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Chiunque desideri raggiungere lagune, ghiacciai e vette maestose del Parco Huascarán passa spesso da qui, e vale la pena fermarsi per comprendere meglio l’anima del posto.
Sulla collina chiamata “Camposanto de Yungay”, a pochi minuti dal nuovo nucleo urbano, sorge un memoriale dedicato alle vittime del disastro.
Vedrai statue, resti di autobus e frammenti di edifici rimasti com’erano dopo la valanga, ora conservati come monito per le future generazioni.
Questo luogo di memoria testimonia quanto la natura possa essere sublime ma anche implacabile, soprattutto in un’area di intensa attività geologica e sismica come le Ande peruviane.

Nonostante il dolore che custodisce, Yungay simboleggia anche la capacità di rinascere. I sopravvissuti si trasferirono in un’area poco distante e diedero vita all’odierna Yungay, un paese che accoglie i viaggiatori con un mix di ospitalità e riservatezza.
Se hai in programma di pernottare prima di lanciarti in un trekking ai ghiacciai o vuoi riposare dopo un’escursione impegnativa, questa cittadina può diventare una tappa autentica, meno battuta rispetto a Huaraz ma altrettanto vicina alle meraviglie del Parco Huascarán.
Avrai la possibilità di scoprire una comunità che, pur avendo subito un colpo durissimo, ha saputo conservare il proprio spirito e ridare senso a un territorio straordinario, incastonato tra le vette più alte del Perù.

Puya raimondii, near Huara

La sorprendente Puya Raimondi: la “Regina delle Ande”

All’interno del Parco Nazionale Huascarán, non passa inosservata la Puya Raimondi, pianta endemica delle altitudini andine, che gli abitanti del posto definiscono con affetto “Regina delle Ande”.

È nota per la sua statura eccezionale: in condizioni ottimali, può superare i dieci metri d’altezza, con una singola infiorescenza che sfoggia migliaia di fiori. Osservarla in fiore è un privilegio raro, dal momento che può impiegare anche un secolo prima di fiorire per la prima (e unica) volta, morendo subito dopo aver sparso centinaia di migliaia di semi nei dintorni.

Le foglie, rigide e spinose, formano una rosetta alla base, mentre lo stelo centrale si innalza come un monumento naturale, regalandoti la sensazione di trovarti di fronte a un gigante vegetale. In molte zone del Huascarán, la Puya Raimondi domina i pendii erbosi, costituendo un habitat unico per insetti e piccoli uccelli che ne sfruttano il nettare.

Purtroppo la sua sopravvivenza è minacciata dalla riduzione degli spazi naturali e dal cambiamento climatico, motivo per cui incontrarla durante un’escursione significa anche capire l’urgenza di proteggere questi ecosistemi straordinari.
Chiunque si avventuri a cercarla, magari nei dintorni di località come Catac o i versanti meno popolati del parco, avrà la fortuna di vedere un autentico tesoro del Perù andino, raro esempio di adattamento a quote elevate e clima estremo.

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Come arrivare al Parco Nazionale Huascarán

Il punto di partenza più comodo per esplorare il parco è la città di Huaraz, situata a circa 400 chilometri a nord di Lima. Per arrivare sin qui da Lima puoi scegliere un autobus di linea con durata variabile dalle 7 alle 9 ore, a seconda della compagnia e del tipo di servizio.

Diverse compagnie – alcune più confortevoli come Cruz del Sur, Oltursa o Movil Tours – offrono partenze notturne o diurne.
Se cerchi un’opzione più rapida, puoi considerare un breve volo interno da Lima a Anta (ATA), l’aeroporto regionale, seguito da una corsa in taxi o minivan di circa un’ora fino a Huaraz. Non tutte le compagnie aeree operano questa rotta con frequenza giornaliera, quindi è bene controllare i giorni e gli orari disponibili.

Una volta in Huaraz, ti basterà un passaggio in auto, in colectivo o con un tour organizzato per accedere ai diversi sentieri del Parco Nazionale Huascarán. Attenzione alle distanze e al dislivello: anche se i chilometri possono sembrare pochi, le strade montane e i continui saliscendi possono prolungare i tempi di percorrenza.
Se opti per un servizio privato, avrai maggior flessibilità sugli orari di sosta. Se invece preferisci muoverti in autonomia con i mezzi pubblici, è sempre consigliato chiedere in loco a Huaraz orari e fermate, perché non tutti i bus si addentrano nelle valli secondarie.

Laguna 69

Quando visitare il Parco Nazionale Huascarán

Il clima andino è piuttosto variabile, ma ci sono delle stagioni più propizie di altre per esplorare la Cordillera Blanca. In generale, la fase secca si estende da maggio a settembre: cielo limpido di giorno, ottimo per trekking e alpinismo, ma con notti fredde e temperature che possono scendere sotto lo zero a quote elevate. In particolare, i mesi di giugno, luglio e agosto rappresentano la “punta di diamante” per le escursioni: le precipitazioni sono rare e la visibilità sulle montagne è spettacolare.

Tra novembre e marzo invece si entra nella stagione delle piogge: alcune giornate possono essere comunque soleggiate la mattina, ma i temporali pomeridiani sono frequenti. Fare trekking in questo periodo è più complesso: i sentieri possono diventare fangosi, certi passi montani risultano meno sicuri, e le nuvole spesso coprono le cime. Detto ciò, la fioritura della vegetazione, le cascate gonfie e l’afflusso minore di turisti possono rendere la stagione umida affascinante a modo suo, purché si accetti un pizzico di scomodità e di pioggia in più.

Ghiacciaio Pastoruri

Dove dormire nel Parco Nazionale Huascarán

Di solito si sceglie di stare a Huaraz, Carhuaz o Caraz come basi per l’esplorazione, considerando che i veri alloggi interni al Parco Nazionale Huascarán sono limitati a rifugi di montagna, adatti soprattutto ad alpinisti e trekker esperti. Huaraz, la città più grande, presenta un ampio ventaglio di possibilità: dagli hotel a 4 stelle con vista sulle vette, come l’Hotel El Tumi o il Andino Club Hotel, fino a ostelli e guesthouse per viaggiatori zaino in spalla, tipo l’Akilpo Hostel o il La Casa de Zarela, dove incontri persone da tutto il mondo.

Chi preferisce un clima più tranquillo può optare per Carhuaz o Caraz, cittadine più piccole e meno affollate, ma comunque dotate di alloggi confortevoli. Alcune comunità rurali all’interno del parco, durante i trekking, offrono campeggi organizzati o rifugi spartani dove passare la notte in un contesto decisamente più wild. È sempre consigliato prenotare in anticipo, soprattutto nei mesi di punta, per evitare di dover ripiegare su soluzioni meno adatte alle proprie esigenze, come dormire in tenda senza equipaggiamento sufficiente.

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Consigli per visitare il Parco Nazionale Huascarán

Viaggiare in alta montagna richiede sempre qualche accortezza in più rispetto alle mete di pianura, e il Parco Nazionale Huascarán non fa eccezione.
Per prima cosa, se pensi di avventurarti in sentieri sopra i 4.000 metri, ritagliati alcuni giorni di acclimatazione: il mal di montagna può rovinare l’esperienza e avere anche conseguenze serie.
Bere molta acqua, assumere con moderazione foglie di coca (se non hai controindicazioni mediche) e fare i primi percorsi più blandi è un buon modo per abituarsi all’altitudine.
👉  Leggi il mio  post Altitudine in  Perù >>

Huaraz: altitudine, cosa vedere, cosa fare, trekking, Laguna 69 e altre escursioni

Per entrare nel parco, è richiesto un biglietto d’ingresso che puoi acquistare nei checkpoint ufficiali o negli uffici di Huaraz; inoltre, se intendi compiere trekking o scalate di più giorni, ti suggerisco di rivolgerti a guide certificate.

Alcune aree ad alta quota necessitano di un permesso speciale o di una registrazione, specie se vuoi affrontare vette tecniche.
Ricorda inoltre che la temperatura varia bruscamente tra giorno e notte, per cui un abbigliamento a strati è fondamentale. Porta con te crema solare ad alta protezione: i raggi UV sono particolarmente intensi in queste altitudini, e una scottatura può arrivare in fretta.

Mentre cammini, mantieni sempre un atteggiamento responsabile: non raccogliere piante, non disturbare la fauna, riporta indietro tutti i rifiuti e aiuta a preservare questo ambiente così delicato e fondamentale.
Nel caso desiderassi un tour organizzato, sappi che alcuni operatori di Huaraz e dintorni propongono pacchetti di trekking con portatori e cuochi, o semplici escursioni di un giorno per scoprire lagune e valli più lontane dalle rotte turistiche consuete.

La mia esperienza al tuo servizio

Per visitare il Parco nazionale Huascarán e il  Perù puoi fare affidamento su di me: sono Roberto Furlani, esperto del Perù e dell’America latina, che ho ideato e realizzato il blog  Viaggio-CentroSudAmerica.comin cui ti trovi.

Grazie a più di 32 anni di attività nel Turismo e a oltre 120 programmi di viaggio in America latina (vedi oltre), di cui oltre 30 per il Perù, posso costruire  itinerari personalizzati  e sicuri per vivere appieno tutte le  destinazioni del Paese.

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Mi chiamo Roberto Furlani e lavoro con passione nel Turismo da oltre 32 anni, di cui 15 passati a dirigere l’Ufficio Turismo del WWF Italia (Fondo Mondiale per la Natura) e 12 come Tesoriere di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile).

Grazie anche a questa ricca esperienza sono oggi Responsabile Prodotto e Tour operator per Evolution Travel (il Network che conta più di 600 consulenti di viaggio on line), per cui ho creato più di 120 programmi di viaggio, con cui potrai scoprire il Centro-Sud America!

Troverai tutta la mia storia nel “chi sono”; aggiungo solo  che per 22 anni sono stato giornalista pubblicista delle pagine scientifiche del Corriere della Sera.
E’ stato così per me estremamente naturale dare vita al Travel Blog Viaggio Centro Sud America  in cui ti trovi e creare più di 900 post e video che, spero, ti aiuteranno a conoscere e amare intensamente come me questa Regione del nostro Pianeta.

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